Cinque anni di innovazione e nuove prospettive per l’assistenza agli anziani in Alto Adige
Bolzano, 11 marzo – L’ARpA – Associazione delle Residenze per Anziani dell’Alto Adige traccia un bilancio positivo dopo cinque anni di lavoro del Consiglio direttivo: le strutture sono state stabilizzate dopo la pandemia, è stato introdotto con successo un sistema di formazione duale, sono state ampliate forme moderne di assistenza e sono stati ulteriormente sviluppati importanti standard di qualità. Sotto la guida della presidente Martina Ladurner, l’ARpA ha così creato importanti presupposti per affrontare con lungimiranza le future sfide demografiche.
Una cosa è chiara: il cambiamento demografico pone l’Alto Adige di fronte a grandi sfide – e i prossimi anni saranno decisivi. Entro il 2040 il numero delle persone con più di 75 anni raggiungerà il suo picco; solo vent’anni più tardi si potrà prevedere un allentamento della pressione. Questa finestra temporale richiede lungimiranza, sicurezza nella pianificazione e decisioni politiche chiare.
Stabilizzazione dopo la pandemia: ritorno a un funzionamento affidabile
Quando il nuovo Consiglio direttivo ha iniziato il proprio lavoro nel 2021, nel pieno del secondo anno di pandemia, il settore si trovava di fronte a enormi difficoltà. All’epoca circa 600 posti letto erano vuoti, pari a circa il 15% della capacità complessiva di 4.400 posti.
Oggi il quadro è diverso: con una capacità aumentata a 4.604 posti letto e un tasso di posti liberi di circa 3%, le residenze per anziani sono tornate a essere strutture stabili e affidabili, in grado di rispondere ai bisogni della popolazione anziana.
Risposta alla carenza di personale qualificato: un sistema di formazione duale di successo
Una pietra miliare degli ultimi anni è stata l’introduzione della formazione duale per operatori socio-sanitari e operatori socio-assistenziali, organizzata insieme al centro di formazione Lichtenburg e integrata nei rispettivi contratti collettivi.
Il bilancio dei risultati è significativo: 143 operatori socio-sanitari hanno già completato con successo il percorso formativo di 13 mesi, 90 persone sono attualmente in formazione in cinque corsi presso quattro sedi formative in Alto Adige. Inoltre 21 operatori socio-assistenziali hanno concluso con successo il percorso duale.
Questo tipo di formazione crea personale qualificato che fin dall’inizio unisce pratica e teoria, contribuendo in modo sostenibile alla sicurezza dell’organico.
«La formazione duale è un esempio di come, come associazione, abbiamo indicato nuove strade per garantire il fabbisogno futuro di personale qualificato», afferma convinta Martina Ladurner, presidente dell’ARpA. «Spetta quindi alla politica garantire anche in futuro, attraverso il quadro normativo, la continuità di questo modello formativo.»
Nuove disposizioni normative cambiano la situazione
La delibera della Giunta provinciale n. 15 del 09.01.2026, “Regolamento e piano di studi del corso di formazione per operatori socio-sanitari”, introduce per l’ARpA modifiche critiche per la formazione duale a partire dall’anno formativo 2026/2027. Sono state recepite le disposizioni dell’accordo Stato-Regioni e sono stati previsti ulteriori requisiti.
Dopo un’attenta analisi, il centro di formazione Lichtenburg di Nalles, partner formativo dell’ARpA nella formazione duale, ha comunicato che stando alle nuove condizioni l’attuazione del modello duale non sarà più possibile. Le disposizioni introdotte prevedono in particolare un sensibile aumento delle ore teoriche in presenza, tirocini esterni più estesi e modifiche organizzative e strutturali nella formazione e negli esami.
Gli apprendisti potranno svolgere solo il 30% del tirocinio obbligatorio nella propria struttura. Di conseguenza il modello duale finora applicato – che combina parallelamente pratica nella propria struttura e formazione teorica – non potrà più essere realizzato e molti vantaggi del sistema duale, dinamico e flessibile e attento alle esigenze degli apprendisti, verrebbero meno.
L’ARpA teme che la soppressione dell’attuale offerta di formazione duale riduca complessivamente l’attrattività sia per gli apprendisti sia per gli enti gestori delle residenze per anziani.
Modifica del modello di finanziamento aumenta le tariffe base
Con la delibera della Giunta provinciale n. 1081/2024, dal 2025 sono entrate in vigore importanti modifiche nel calcolo delle rette giornaliere nelle residenze per anziani dell’Alto Adige.
La retta giornaliera è composta da due parti: l’importo unitario, finanziato dalla Provincia tramite il Fondo per la non autosufficienza, e la tariffa base, sostenuta dai residenti oppure dai familiari obbligati al pagamento o dal comune con residenza assistita.
Fino al 2024 la tariffa base poteva essere aumentata solo in percentuale, tra l’1% e il 2,5% annuo. L’entità concreta dell’aumento dipendeva dalla tariffa base dell’anno in corso.
Dal 2025 il sistema è stato modificato: al posto dell’aumento percentuale è stata introdotta una tariffa massima giornaliera.
Nel 2025 questa ammontava a 77 euro al giorno, nel 2026 a 82 euro al giorno.
Il motivo principale di questa modifica sono gli adeguamenti salariali all’inflazione previsti dal contratto collettivo intercompartimentale del pubblico impiego per il personale delle residenze per anziani, che l’ARpA considera corretti e necessari, soprattutto in riconoscimento della responsabilità e dell’impegno dei dipendenti.
Poiché nelle trattative sul finanziamento tra la Provincia Autonoma di Bolzano e ARpA la Provincia ha dichiarato che non è possibile sostenere da sola tutti i costi aggiuntivi derivanti dall'adeguamento salariale all'inflazione, i vari settori interessati dal contratto collettivo intersettoriale dovrebbero partecipare ai costi aggiuntivi.
Gli adeguamenti all’inflazione comportano costi aggiuntivi complessivi di circa 24 milioni di euro all’anno.
Nel 2025 le residenze per anziani hanno contribuito con circa 4 euro al giorno per posto letto, nel 2026 con ulteriori 3 euro al giorno per posto letto. Ciò significa che nel 2026 circa 11,8 milioni di euro, ovvero quasi la metà, saranno sostenuti dalle residenze per anziani, ovvero coperti dalla tariffa base.
A ciò si aggiungono eventuali aumenti dovuti all’incremento dei costi nei settori economato e amministrazione. Questo spiega perché in alcuni casi le tariffe base siano aumentate sensibilmente a carico dei residenti.
L’ARpA ha effettuato un calcolo sull’aumento medio delle tariffe base:
Camera singola
- Tariffa base media 2025: 62,62 €
- Tariffa base media 2026: 66,63 €
- Differenza: +4,01 € (6,42%)
Camera multipla
- Tariffa base media 2025: 59,30 €
- Tariffa base media 2026: 63,07 €
- Differenza: +3,77 € (6,37%)
La posizione dell’associazione è chiara: dopo il 2026 non dovranno esserci ulteriori aumenti della tariffa base dovuti ai costi aggiuntivi dei contratti collettivi. I futuri aumenti di questo tipo dovrebbero invece essere finanziati tramite l’importo unitario a carico della Provincia.
Investire nel futuro: annunciato un significativo aumento del finanziamento dei costi di costruzione
L’associazione valuta invece positivamente un’altra evoluzione: il finanziamento per nuove costruzioni e ristrutturazioni delle residenze per anziani dovrebbe essere notevolmente migliorato.
La Giunta provinciale sta lavorando a una delibera che prevede di aumentare i costi massimi riconosciuti per la realizzazione di posti letto dagli attuali 180.000 euro a 325.000 euro per posto letto.
Anche per quanto riguarda l’entità del contributo provinciale si prevede un aumento delle percentuali pari al 60%, 70% o 80% della somma riconosciuta.
Assistenza moderna: molto più di un posto letto di cura
L’assistenza agli anziani si è evoluta sia dal punto di vista strutturale sia concettuale. L’ARpA ha promosso e accompagnato attivamente lo sviluppo di forme abitative e assistenziali alternative.
Oggi l’offerta di assistenza residenziale comprende molto più della tradizionale assistenza a lungo termine. Accanto a questa esistono: posti per assistenza temporanea, nuclei per persone con demenza, forme abitative con assistenza intensiva, forme abitative con assistenza estensiva.
A queste si aggiungono servizi di assistenza diurna, centri diurni, nonché l’ampliamento dell’offerta di abitare accompagnato e abitare assistito, oltre all’introduzione dell’offerta “abitare assistito plus per anziani”.
Questa varietà consente soluzioni assistenziali mirate, in grado di rispondere ai bisogni individuali delle persone anziane e delle persone non autosufficienti.
Innovazione e qualità: nuovi standard con RQA e iniziative dell’associazione
Con la nuova versione 5.0 del Sigillo di qualità RQA Alto Adige sono stati introdotti numerosi nuovi ambiti prioritari: sicurezza del personale e gestione della salute aziendale, gestione delle crisi e analisi del contesto, nonché un’attenzione ancora maggiore alla qualità della vita, tra cui l’ambito delle cure palliative.
È stato inoltre istituito lo Schaly-Pichler Premio anziani, che rende visibili progetti innovativi e risultati particolarmente significativi nel volontariato nelle residenze per anziani.
Una visione che guida: “Insieme per un invecchiamento dignitoso”
Con l’introduzione di una nuova linea guida nel 2026, l’associazione ha dato un segnale forte. Essa definisce visione, identità, missione e valori dell’ARpA e pone chiaramente la persona al centro, con valori fondamentali come dignità, rispetto, autodeterminazione e professionalità.
Prospettive: ciò che serve per il futuro
I prossimi anni saranno decisivi: le residenze per anziani dell’Alto Adige hanno bisogno di condizioni quadro giuridiche, organizzative e finanziarie solide, per poter continuare a offrire un ambiente con elevata qualità abitativa e di vita alle persone anziane e non autosufficienti.
L’ARpA continuerà ad accompagnare attivamente questo processo – con competenza e lungimiranza, nell’interesse delle proprie strutture associate e della generazione anziana.
