Duecento anni fa il parroco Anton Oberrauch, donando la propria abitazione alla comunità, pose la prima pietra di un’istituzione sociale che ancora oggi segna la vita di molte persone sul Monzoccolo.
In occasione della cerimonia ufficiale, il presidente del Centro Assistenza Tschögglberg, Konrad Tratter, ha espresso il proprio ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, in particolare al personale guidato da Martina Perkmann, nonché alle associazioni, agli sponsor e ai rappresentanti comunali.
Due secoli fa un’ex “casa dei cenciaioli o dei tessitori”, situata sotto la chiesa parrocchiale di Meltina, divenne il punto di partenza di un’istituzione sociale destinata a evolversi nel tempo e a lasciare un segno duraturo sul Monzoccolo. L’iniziativa risale al parroco Anton Oberrauch, nato nel 1758 in Val Sarentino. Dopo gli studi di teologia a Innsbruck, fu ordinato sacerdote nel 1781. A partire dal 1792 guidò la parrocchia di Meltina, in un periodo caratterizzato da profondi mutamenti legati alle guerre napoleoniche e alle riforme ecclesiastiche. Nel 1823 si ritirò dal servizio pastorale, restaurò un ex edificio, già casa di cenciaioli o tessitori, situato sotto la chiesa e morì nel 1825. Con l’atto di fondazione pubblicato il 17 marzo 1826 destinò tale immobile, insieme ai terreni, al Comune di Meltina. L’edificio doveva servire al “chirurgo” locale e alle persone bisognose della comunità. Stabilì inoltre donazioni di pane per bambini indigenti di Meltina e Terlano, nonché ulteriori contributi per finalità ecclesiastiche.
Ancora oggi una lapide sulla chiesa parrocchiale ricorda questo gesto: «Riposi in pace colui che, destinando la sua casa all’accoglienza dell’umanità sofferente, pensò con tanta generosità a tutta la comunità.» („Er ruhe in Frieden, der die ganze Gemeinde durch die Bestimmung seines Hauses zur Aufnahme der leidenden Menschheit so großmütig bedachte.“ Durante la celebrazione del 200° anniversario, il vescovo Ivo Muser ha richiamato questo spirito originario, sottolineando come la vera sostenibilità consista nell’assumersi responsabilità oltre il presente e nel porre la persona al centro. Ciò che resta, ha evidenziato, non sono il possesso o il successo, bensì l’amore e il bene che sappiamo donare agli altri.
Nel corso delle generazioni, da questa iniziativa si è sviluppata una struttura capace di adattarsi costantemente ai nuovi bisogni sociali. In origine offriva soprattutto rifugio a persone senza dimora o indigenti; con il tempo si trasformò prima in casa di assistenza e infine in casa di riposo. Un ruolo fondamentale fu svolto dalle suore terziarie, che dal 1928 si occuparono dell’assistenza agli ospiti e, per decenni, anche della gestione domestica. Nel 1982 fu assunta la prima collaboratrice laica. Con il progressivo aumento del personale laico, nel 1995 – a causa della mancanza di nuove vocazioni – si concluse la presenza delle suore a Meltina. Da allora la struttura è gestita da personale qualificato retribuito; Martina Perkmann dirige la casa di riposo in qualità di direttrice.
Nel 2000 l’edificio esistente fu ampliato con un reparto di cura da 20 posti letto, collegato alla struttura originaria. Un ulteriore passaggio significativo si è avuto nel 2015, quando l’antico edificio della fondazione è stato demolito e ricostruito. Oggi la casa di riposo e di cura di Meltina dispone di 42 posti per assistenza a lungo e breve termine. Dal 2008 la Stiftung Anton Oberrauch fa parte del Centro Assistenza Tschögglberg, un ente pubblico che offre servizi di assistenza e cura per i comuni di Meltina, San Genesio, Verano e Avelengo. Oltre all’assistenza residenziale, l’offerta comprende anche assistenza diurna, alloggi per anziani e ulteriori servizi di supporto.
«Una società longeva vive della fiducia che qualcuno si prenderà cura di noi quando il bisogno di assistenza e sostegno aumenta. È necessaria la disponibilità di tutti a sviluppare in modo dinamico e creativo la rete dei servizi per anziani, valorizzando le risorse esistenti. Attualmente i temi centrali sono la carenza di personale qualificato, il riconoscimento delle professioni nelle case di riposo, il finanziamento dei costi in aumento, nonché l’impiego della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nella cura», afferma la direttrice Martina Perkmann. «Nel solco dell’eredità del fondatore intendiamo rimanere fedeli anche in futuro ai nostri valori fondamentali come istituzione di cura: responsabilità, vicinanza e rispetto della dignità di ogni persona.»
Un ruolo di particolare rilievo è svolto dal volontariato. I volontari contribuiscono alla vita quotidiana degli ospiti con visite, conversazioni, musica, escursioni e servizi di accompagnamento, arricchendo la quotidianità con varietà e senso di comunità. Insieme alla direzione hanno inoltre realizzato la pubblicazione per il 200° anniversario, presentata durante la cerimonia ufficiale come edizione speciale di 48 pagine del giornale comunale “Die Schronn”. Il presidente Konrad Tratter sottolinea: «Da una semplice casa di assistenza del 1826 è nata una struttura moderna in cui la persona è al centro. Questo anniversario rappresenta per noi uno sguardo rispettoso al passato e, al contempo, un impegno concreto per il futuro.» Anche per il Comune la struttura rappresenta un elemento fondamentale della vita del paese. Il sindaco Walter Gruber afferma: «La struttura offre sicurezza a molte famiglie e dimostra quanto sia importante la solidarietà tra le generazioni. Questo anniversario rende omaggio all’impegno di numerose persone nel corso di due secoli.»




























































































































































































































